Un rapporto di Goldman Sachs fa il punto sul mercato di un componente essenziale dei veicoli a tradizione elettrica. Parliamo delle batterie al litio che – ormai da molti anni – sono soggette ad un continuo calo dei prezzi. Tuttavia, nel corso dell’ultimo biennio, la discesa dei prezzi sembrava essersi arrestata. Nel 2021 il prezzo delle batterie al litio aveva toccato un minimo relativo (circa 130 US$/kWh) e poi aveva mostrato un rimbalzo. Ma le previsioni aggiornate per i prossimi anni mostrano una nuova rapida discesa dei prezzi che dovrebbero sfondare soglia psicologica dei 100 US$/kWh già nel 2025.
Il piccolo rimbalzo registrato durante l’ultimo biennio nel prezzo delle batterie per veicoli elettrici aveva frettolosamente fatto gridare qualche scettico dell’auto elettrica alla “fine della transizione energetica“. I “cantori dell’eccellenza motoristica italiana” non hanno mancato di spiegarci che “le auto elettriche sono robe da fighetti di sinistra“, mentre – secondo loro – gli italiani veri dovrebbero ignorare il riscaldamento globale e continuare ad appestare l’aria delle loro città e delle loro valli “sgasando” alla guida di auto dotate di motore a combustione interna.
In realtà, aldilà di qualche qualche comprensibile fluttuazione, i mercati stanno seguendo una evoluzione ben precisa, guidata da fattori economici che – alla fine – hanno la meglio su qualsiasi tentativo della politica di manipolare la realtà.
Un’auto tradizionale monta al suo interno circa 30.000 parti diverse (dal volante fino alla semplice guarnizione). Tale numero si riduce a poco più di 10.000 pezzi per un’auto a trazione elettrica. Basterebbe questo per capire che un’auto elettrica ha costi di montaggio (e di manutenzione) decisamente inferiori rispetto a quelli di un’auto tradizionale. Il vero collo di bottiglia è stato rappresentato – almeno fino ad oggi – dal costo delle batterie.
Quando le prime auto elettriche arrivarono sul mercato il costo delle batterie era così elevato da richiedere il sostegno di forti incentivi pubblici. Poi – con il passare del tempo – il costo delle batterie per autotrazione ha iniziato a scendere, anche se – come ho ricordato precedentemente – durante l’ultimo biennio si è registrato un piccolo rimbalzo legato alle forti instabilità che hanno caratterizzato i mercati mondiali.
Recentemente Goldman Sach ha rilasciato un rapporto nel quale analizza le attese di mercato per le batterie da oggi fino al 2030. Tale rapporto mette chiaramente in evidenza che il costo delle batterie è atteso in forte discesa dal 2024 in poi. Già nel 2025 il prezzo dovrebbe scendere sotto la soglia psicologica dei 100 US$/kWh e calare sotto gli 80 US$/kWh 3 anni dopo.
La discesa dei prezzi sarà dovuta – nel breve termine – alla scomparsa del picco speculativo che aveva inciso negli anni più recenti sui costi di costruzione dei catodi. In una prospettiva di medio periodo, si prevedono riduzioni dei costi per l’assemblaggio dei pacchi di batterie ed una progressiva ottimizzazione dei costi operativi legati alla entrata in funzione di nuove fabbriche.

Per avere un’idea sull’incidenza delle batterie rispetto al costo complessivo di un’auto elettrica basta ricordare che il pacco di batterie installato su un’auto può variare – a seconda del modello – dai 45 ai 75 kWh. Vediamo quindi che già a 100 US$/kWh il costo delle batterie – pur rimanendo quello più elevato tra tutte le componenti dell’auto – rientra in un intervallo che potremmo definire “abbordabile“, tale cioè da consentire di vendere una berlina di medie dimensioni ad un prezzo inferiore ai 25.000 Euro (obiettivo dichiarato di Tesla, oltre che di numerosi produttori cinesi).
A questo punto, il prezzo di costruzione di un’auto elettrica scenderà sotto quello di un analogo modello dotato di motore a combustione interna. Secondo Goldman Sachs il punto di inversione si collocherà tra il 2025 ed il 2026, a seconda dell’andamento del prezzo del petrolio.
Contemporaneamente si prevedono – nel corso dei prossimi anni – sostanziali miglioramenti rispetto alla disponibilità di punti di ricarica e – soprattutto – dei tempi di ricarica che – per la modalità veloce – potrebbero scendere sotto i 15 minuti. Questo spianerà la strada alle auto elettriche, non solo per uso cittadino, ma anche per i viaggi autostradali (fare una ricarica veloce in autostrada richiederà il tempo di prendere un caffè all’autogrill).
A questo punto molti si domanderanno “come faremo ad alimentare tutte queste nuove auto elettriche?”. Prima di tutto, dobbiamo tenere conto del fatto che il passaggio verso le auto elettriche sarà comunque graduale. Almeno fino al 2050 il Paese dovrà gestire un parco automobilistico misto e questo diluirà nel tempo la richiesta di nuova energia elettrica. A regime – quando tutte le auto saranno a trazione elettrica – si prevede che dovremo disporre di una quantità di energia elettrica aumentata del 25% rispetto ai consumi attuali.
Si tratta di un obiettivo fattibile che potrà essere raggiunto – in primo luogo – utilizzando tutte le fonti di energia rinnovabile di cui possiamo disporre. Certamente si dovranno fare nuovi investimenti (soprattutto nei sistemi di accumulo dell’energia), ma il ritorno – aldilà delle fondamentali questioni climatiche – sarà immediato e tangibile anche dal punto di vista della vivibilità dei nostri centri urbani (che attualmente sono spesso trasformati in vere e proprie camere a gas avvelenate dagli scarichi delle automobili).
Quando alla fine dell’Ottocento apparvero sul mercato, le prime automobili furono accolte con entusiasmo dagli amministratori delle grandi città che non sapevano più come gestire l’enorme carico inquinante e l’intasamento del traffico legato all’uso intensivo di carri, carrozze ed altri veicoli a trazione animale. Città come Parigi, Londra o New York non sapevano più dove piazzare le stalle destinate al riposo degli animali da traino e registravano enormi problemi igienici legati allo smaltimento delle loro deiezioni.
Le auto dotate di motore a combustione interna che non avevano bisogno di fermarsi ogni tanto per riposare e non producevano scarichi solidi erano viste come una soluzione quasi miracolosa per i problemi che affliggevano quei tempi. Oggi da soluzione si sono trasformate esse stesse in problema, ma le nuove auto a trazione elettrica potrebbero rappresentare un punto di svolta.
Ancora non sappiamo quali nuovi problemi saranno generati da un uso intensivo dei veicoli a trazione elettrica (che tra qualche anno saranno molto probabilmente dotati di sistemi a guida autonoma). Possiamo essere certi che qualche problema verrà fuori (non esistono tecnologie che producano esclusivamente benefici), ma è ormai prossimo il tempo in cui le auto dotate di motore a combustione interna saranno confinate nei musei.
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