Prosegue la serie dedicata ai programmi elettorali dei principali partiti politici, con specifico riferimento ai temi dell’energia e del clima. Questa volta parliamo del programma presentato dal Partito Democratico. A mio avviso, la citazione manzoniana inclusa nel titolo di questo post riassume efficacemente i contenuti del documento elaborato dal PD.
Leggendo le 37 pagine del programma elaborato dal Partito Democratico spicca l’assenza di talune parole chiave: rifiuti, inceneritori o, se preferite, termovalorizzatori sono termini sconosciuti. Eppure gli amministratori dei governi locali a guida PD sono in prima linea su questo fronte.
La Giunta della Regione Toscana ha appena varato un ambizioso progetto per un gassificatore della frazione indifferenziata dei rifiuti urbani destinato a trattare 250mila tonnellate di rifiuti all’anno, con un investimento di 400 milioni di Euro. Il progetto è strettamente integrato all’interno della zona industriale di Empoli dove operano alcune aziende pronte a sfruttare il syngas che sarà prodotto dal futuro impianto.
Il Sindaco di Roma, preso atto che la spazzatura non può essere lasciata a marcire lungo i bordi delle strade, preda di topi e cinghiali, ha avviato il progetto per la costruzione di un inceneritore che potrà arrivare a gestire fino a 600mila tonnellate di rifiuti all’anno.
La scelta del Sindaco Gualtieri ha generato il casus belli da cui sono scaturite le dimissioni del Governo Draghi e questo forse ha fatto temere ai vertici del PD che l’argomento fosse diventato troppo scottante. Meglio non parlarne e “menare il can per l’aia” con tanti buoni propositi sulla transizione ecologica, senza addentrarsi in temi che potrebbero risultare divisivi. Io sono ingenuo, ma mi sarei aspettato che il programma elettorale esprimesse una posizione chiara sul tema dei rifiuti con una valutazione delle loro ricadute sul fronte energetico, ambientale e climatico.
Analogamente mi sarei aspettato che la giustissima affermazione secondo cui qualsiasi investimento fatto oggi nel settore nucleare non produrrebbe alcun risultato pratico prima dei prossimi anni ’30 non fosse stata usata per liquidare tout court l’argomento “energia nucleare“. I vertici del PD dovrebbero spiegare cosa intendono fare, ad esempio, a proposito degli investimenti per le centrali nucleari di quarta generazione. A loro va bene che le aziende italiane siano costrette a sviluppare le nuove tecnologie in Romania?
Condivido la posizione secondo cui i nuovi impianti di rigassificazione del metano (che sono un’altra cosa rispetto ai gassificatori dei rifiuti) devono servire a superare l’emergenza legata al blocco delle forniture russe e non devono diventare una scusa per continuare a bruciare metano sine die, ma vorrei capire dove la prenderemo tutta l’energia rinnovabile che ci servirà nei prossimi anni e soprattutto come faremo a gestire un sistema di produzione dell’energia che, in assenza di centrali termoelettriche o nucleari, non garantirà di funzionare con la necessaria continuità (a meno di non riempire l’Italia di sistemi di accumulo dell’energia che avrebbero dei costi sia finanziari che ambientali tutt’altro che trascurabili).
Concludo con un commento che è più politico che tecnico. Se dopo essere stato per molti anni forza di governo, il PD volesse gestire adeguatamente il probabile futuro ruolo di principale forza di opposizione, non può pensare di scimmiottare quello che ha fatto l’attuale opposizione durante gli ultimi anni. Non basterà proclamare la propria diversità, affermando che tutto va male. Prima di rifarsi una “verginità” passerebbero trent’anni, ammesso e non concesso che il PD non si dissolva prima. Una forza politica responsabile dovrebbe elaborare proposte concrete e dovrebbe prospettarle al Paese indipendentemente dal fatto che sia al Governo oppure no. Saprà farlo?
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